Un'occasione a metà, un film che prometteva scintille e che invece si spegne in un finale prevedibile, lasciandoti in mano solo un pugno di buone intenzioni.
Un film ineccepibile, visivamente straordinario, riprese accuratissime, inquadrature perfette, effetti speciali all'avanguardia, un cast di star da far impallidire ogni altro set. C'è un però.
Ci sono molte più righe a disposizione per questo testo di quanti siano i film della settimana. Comunque, nel caso foste in pensiero, almeno un horror ce l'abbiamo. Forse anche due. Anzi forse tutti sono, in fondo, un po' degli horror.
Minions & Monsters non è certo un film perfetto ma è divertente, funziona e, forse, è il primo della saga della Illumination che ha finalmente compreso che la creazione di Pierre Coffin può essere anche altro, oltre a una macchina che produce soldi e sputa gag e battute ad oltranza.
Sgangherato nella forma, volutamente poveristico, concepito con una computer grafica dall’estetica vetusta, basato su un copione delirante. Ma denso di riflessioni importanti. Una dieta equilibrata prevede un Dupieux al mese. Aspettatelo, cercatelo.
Oppresso tanto dal Kapitale quanto dallo Stato di Diritto, Clark si rifugia nello spazio liminale già arredato ch’è l’inframondo creepypasta delle backroom rendendolo il proprio manodromo, fino a che, per l’appunto, scopre che il problema non è il mondo.
Una narrazione personalissima che rifiuta gli stilemi preimpostati dell'industria preferendo un approccio da flusso di coscienza in cui i ricordi si mescolano senza seguire fedelmente una linearità, fondendosi inoltre con la loro rielaborazione narrativa: grande esordio!
Con la fine delle scuole e prima che le famiglie (quelle che possono) abbandonino le città, arrivano ogni anno quei due o tre film family che monopolizzano incassi e sale. Quindi a parte Toy Story 5 e il nuovo episodio Minions, ci sono pochi spazi. Vediamoli insieme.
Film sfaccettato sull’influenza della tecnologia nella vita dei bambini, utilizzata come pretesto per inserire temi universali: abbandono, rifiuto, ricerca di significato e giocattoli depressi.
Felicità sintetica, progresso tecnologico e responsabilità umana: un action dramedy satirico (cinico o ottimista, decidete voi) dove la fantascienza è ormai riproduzione fedele della realtà che viviamo.
Zippel ritrae De Sica con affetto, archivi preziosi e molte voci illustri. Ne esce un documentario garbato e curato, più album di famiglia che scatto d’autore: gradevole, ma non proprio una rivoluzione copernicana.
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